5 maggio 2026 - Nell'ambito delle protesi mammarie, dal primo agosto 2023 al 31 dicembre 2025 sono stati eseguiti 68.776 interventi chirurgici. Di questi, il 55,7% per finalità ricostruttive e il 44,3% per finalità estetiche. In ambito ricostruttivo, nel 71,1% dei casi l'impianto è stato eseguito a seguito di una diagnosi di neoplasia mammaria, prevalentemente dopo mastectomia con risparmio di cute e capezzolo. Sono i dati principali emersi dal Rapporto 2025 con i dati del Registro nazionale protesi mammarie, presentato oggi al ministero della Salute e ora disponibile sul sito www.salute.gov.it.
In presenza di una neoplasia mammaria, nel 92% dei casi la protesi è stata impiantata nell'immediato dopo la mastectomia conservativa: un dato che riflette l'efficacia degli screening e l'aumento di diagnosi precoci che favoriscono interventi demolitivi conservativi e una ricostruzione mammaria in un unico tempo. Per quanto riguarda il contesto assistenziale, il 37,4% degli interventi è stato eseguito in strutture pubbliche, il 33,6% in strutture private e il 29,0% in strutture private accreditate. Complessivamente, 66.796 interventi hanno comportato l'impianto di una protesi mammaria, mentre 1.980 interventi hanno riguardato la rimozione. Il numero totale di protesi impiantate è pari a 112.924, a fronte di 33.605 protesi rimosse.
"I dispositivi medici svolgono un ruolo strategico nel Servizio sanitario nazionale. In particolare, il Registro degli impianti protesici mammari, lo dico con orgoglio, è davvero un fiore all'occhiello del nostro sistema sanitario: sono pochi gli Stati che si sono dotati di questo strumento di monitoraggio. L'Italia è l'unica nazione ad aver previsto l'obbligatorietà dell'inserimento dei dati: questo ci consente di avere una fotografia completa e omogenea, con la raccolta dei dati che avviene in tempo reale che ci consente di avere aggiornamenti costanti. In quest'ottica, abbiamo presentato un disegno di legge che istituisce il registro unico nazionale dei dispositivi medici impiantabili, già stato assegnato al Senato della Repubblica. È un provvedimento che ci consentirà di tracciare i dispositivi a più alto rischio, ad alto consumo e che drenano più risorse economiche, come i dispositivi impiantabili che assorbono il 22% dell'intera spesa dei dispositivi medici, circa 7 miliardi nel 2024". Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, al convegno sul registro nazionale degli impianti di protesi mammarie al ministero della Salute.