16, gennaio 2026 - È il tumore più diffuso tra gli uomini, eppure resta uno dei meno conosciuti. Il carcinoma della prostata colpisce circa un uomo su sette nel corso della vita. In Italia, sono 500mila gli uomini che convivono oggi con questa diagnosi. 40mila i nuovi casi ogni anno. Numeri che impongono una riflessione urgente e che sono stati al centro dell’apertura del convegno internazionale dedicato all’innovazione in uro-oncologia, inaugurato oggi a Napoli.
Il quadro europeo non è meno allarmante: il cancro alla prostata è il tumore più diagnosticato tra gli uomini al di sopra dei 50 anni e rappresenta la terza causa di morte oncologica, dopo polmone e colon-retto. Nell’Unione Europea, costituisce il 23,2% di tutti i nuovi casi e il 9,9% dei decessi per cancro nella popolazione maschile. “Tra i principali fattori di rischio – spiega la dottoressa Sabrina Rossetti, dell’Uroginecologia dell’INT Pascale di Napoli - ci sono l’età, gli stili di vita e la familiarità. Quest’ultima non va confusa con l’ereditarietà: indica la presenza di più casi all’interno della stessa famiglia, spesso legata a fattori ambientali, stili di vita o a difetti genetici non ancora identificati». Ma, avvertono gli esperti, il problema non è solo medico. È anche – e soprattutto – culturale. «È ancora difficile – prosegue Rossetti – che un padre parli con il figlio di prevenzione e salute prostatica. Non a caso, oltre il 30% dei tumori viene scoperto in modo incidentale”.