Cancro: oltre il 90% dei pazienti giudica sicura la radioterapia

Pubblicato il:
2.2.2026

2, febbraio 2026 - Il 92% dei pazienti oncologici si dichiara sicuro della radioterapia e il 76% si è sentito accompagnato dall'équipe Anche la qualità delle informazioni iniziali contribuisce in modo significativo a costruire questo clima di fiducia: il 66% le giudica chiare e complete. Ma, se la tecnologia è vissuta con fiducia, per il 48% dei pazienti il bisogno principale riguarda il sostegno emotivo legato alla malattia. È quanto emerge dall'indagine AstraRicerche-Airo, condotta su pazienti sottoposti a radioterapia e presentata in occasione dell'ultimo Congresso nazionale dell'Associazione italiana di radioterapia e oncologia clinica e in vista del World cancer day, che ricorre il 4 febbraio.

A sei mesi dalla conclusione del trattamento, viene poi rilevato dall'indagine, il 71% dei pazienti non riferisce effetti, mentre le visite di controllo vengono considerate utili o molto utili da oltre il 90% degli intervistati. Un dato che conferma come il follow-up sia percepito come una fase integrante del percorso terapeutico, fondamentale per orientare, rassicurare e gestire eventuali effetti nel tempo. "Questa fiducia è il risultato di anni di investimenti in innovazione, competenze e lavoro multidisciplinare, ma soprattutto di una relazione di cura basata su chiarezza, presenza e responsabilità condivisa", evidenzia Liliana Belgioia, del consiglio direttivo dell'Airo (Associazione italiana radioterapia e oncologia clinica). Accanto agli aspetti positivi, l'indagine mette in luce un elemento chiave. Per quasi 1 paziente su 2 (48%) la principale difficoltà non riguarda la tecnologia, ma la preoccupazione per la malattia. Seguono i sintomi infiammatori (51%) e la necessità di recarsi frequentemente in ospedale (47%), ambiti nei quali la gestione viene valutata efficace e tempestiva dal 44% e comunque adeguata dal 49%. "I dati ci dicono che la radioterapia è sempre più riconosciuta come una cura affidabile, ma ci ricordano anche che l'esperienza del paziente non si misura solo in termini di efficacia clinica - sottolinea Stefano Pergolizzi, presidente dell'Airo -. La vera complessità del percorso oncologico riguarda spesso la dimensione emotiva, che va accompagnata con la stessa attenzione riservata alla tecnologia".

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