21, ottobre 2026 - La prevenzione comincia dalle abitudini sane, in primo luogo dall'alimentazione, che deve essere costituita da "alimenti freschi, naturali e minimamente processati, in aderenza alla Dieta mediterranea". È il messaggio lanciato dagli esperti sanitari intervenuti al Forum della Coldiretti in corso a Roma, nel panel 'Il cibo sano vs il cibo che ammala'. Per Antonio Gasbarrini, direttore scientifico del Policlinico Gemelli, "molte malattie, tra cui il diabete, le malattie cardiovascolari, Alzheimer e Parkinson e molti tumori sono prevenibili attraverso lo stile di vita e, soprattutto, l'alimentazione". "Per questo - l'appello lanciato dall'esperto - dobbiamo urlare che l'alimentazione ricca di alimenti processati non può diventare la base dell'alimentazione di un bambino italiano, perché la longevità parte da quando siamo piccoli". Per Alberto Villani, coordinatore funzionale dell'Area clinica pediatria universitaria ospedaliera all'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, la cattiva alimentazione in età pediatrica "sta creando tantissimi soggetti che in futuro avranno problemi di salute che impegneranno immense risorse" del sistema sanitario. "Parlare di malattie croniche nell'età evolutiva sembrava qualcosa di inverosimile fino a vent'anni fa", ha sottolineato Villani, che ha ricordato anche le ricerche sul fegato grasso nei bambini condotte al Bambino Gesù.
Al panel ha partecipato anche Carlos Augusto Monteiro, epidemiologo e professore all'Università di San Paolo in Brasile. Monteiro è l'ideatore del sistema Nova, che suddivide gli alimenti in quattro gruppi in base all'entità e allo scopo della lavorazione industriale che hanno subito. Al centro dell'intervento il rapporto tra profitti industriali, trasformazione delle abitudini alimentari e salute. Monteiro ha spiegato che l'utilizzo di sostanze ricavate da colture ad alta resa, come mais, soia, grano e canna da zucchero, consente di abbattere i costi degli ingredienti e aumentare i margini. Coloranti, aromi e altri additivi permettono poi di trasformare queste basi in prodotti capaci di imitare sapore, aspetto e consistenza degli alimenti. "Sono progettati per essere iperappetibili, per essere irresistibili", ha sottolineato l'esperto, richiamando le tecniche utilizzate per raggiungere il cosiddetto 'bliss point', il punto di massimo piacere che spinge a continuare il consumo.