Prostata: ora solare, l'effetto che non ti aspetti

Pubblicato il:
23.10.2026

23, ottobre 2026 - Mancano 48 ore al ritorno dell'ora solare che scatterà nella notte fra sabato 24 e domenica 25 ottobre. Nell'attesa dello switch, "l'attenzione generale si concentra quasi sempre su quel quadrante d'orologio spostato indietro di 60 minuti, sull'ora di sonno apparentemente guadagnata la domenica mattina e sulle giornate che si accorciano di colpo. Eppure, sotto la superficie del semplice cambio d'orario si muove una fitta trama biologica che spesso ignoriamo: il nostro corpo non misura il tempo con le lancette convenzionali, ma attraverso precisi orologi biologici interni profondamente legati ai cambi di luce, alla temperatura e ai ritmi del sistema nervoso". E "in questo passaggio stagionale, un organo che registra con prontezza e vulnerabilità il cambio di passo è la prostata". Lo spiega l'immunologo Mauro Minelli, professore di Nutrizione clinica all'università Lum 'Giuseppe Degennaro'. "Se l'inizio della primavera, con l'ora legale, è il momento dell'iperreattività e della congestione - favorito dall'aumento repentino della luce e dal risveglio ormonale - il ritorno all'ora solare segna una fase del tutto opposta. L'autunno non 'accende' la ghiandola per eccesso di stimoli: la irrigidisce, esasperando le tensioni muscolari, il ristagno circolatorio e i classici disturbi urinari". L'effetto che non ti aspetti, un risvolto a sorpresa oltre al solito 'mini-jet lag' su cui due volte all'anno si accendono puntualmente i riflettori delle cronache.

"La combinazione tra il buio che anticipa il suo arrivo e i primi cali di temperatura - descrive Minelli - mette subito in allarme il sistema nervoso autonomo. La sua componente di reazione rapida (il sistema simpatico), sollecitata dal clima più rigido, rilascia noradrenalina, una sostanza che invia un comando preciso ai recettori distribuiti nella muscolatura della prostata e nel collo della vescica: contrarsi. La conseguenza è immediata: la muscolatura si stringe, il canale urinario incontra più resistenza e il flusso perde la sua consueta fluidità. È proprio in queste giornate di fine ottobre", dunque, che alla toilette "molti uomini avvertono la comparsa, o il brusco peggioramento, di esitazione alla 'partenza', getto debole e una fastidiosa sensazione di non aver svuotato del tutto la vescica. Spesso si teme un improvviso ingrossamento della ghiandola, mentre nella maggior parte dei casi si tratta di una reazione muscolare involontaria guidata dal sistema nervoso e dal freddo".

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