Dapagliflozin approvato nell’Unione Europea per il trattamento dello scompenso cardiaco cronico sintomatico

Pubblicato il:
7.2.2023

Approvata nell’Unione Europea l’estensione dell’indicazione di dapagliflozin all’intero spettro di pazienti con frazione di eiezione ventricolare sinistra (LVEF), compreso lo scompensocardiaco con frazione di eiezione preservata e lievemente ridotta (HFpEF,HFmrEF). 

L’approvazione da partedella Commissione Europea segue la raccomandazione positiva del Comitato per imedicinali per uso umano (Committee for Medicinal Products for Human Use, CHMP)del dicembre 2022 ed è basata sui risultati positivi dello studio di Fase III DELIVER1,che hanno mostrato come dapagliflozin abbia ridotto significativamente del 18% (HR0.82; 95% CI 0.73–0.92) l’outcome composito di morte cardiovascolare opeggioramento dello scompenso cardiaco nei pazienti con scompenso cardiaco confrazione di eiezione lievemente ridotta o preservata rispetto al placebo, associandosiinoltre ad un miglioramento della qualità della vita dei pazienti trattati. Irisultati degli studi di Fase III DELIVER e DAPA-HF hanno inoltre definitodapagliflozin come il primo farmaco per scompenso cardiaco a dimostrare unbeneficio sulla riduzione di mortalità in tutto lo spettro della frazione dieiezione2. Considerati i risultati di una pooled analysis degliStudi di Fase III DAPA-HF e DELIVER presentata allo European Society ofCardiology Congress 2022, dapagliflozin ha mostrato una riduzione del rischiodi morte cardiovascolare del 14% (HR 0.86; 95% CI 0.76–0.97) e del rischio dimortalità da tutte le cause del 10% (HR 0.90; 95% CI 0.82–0.99).

 Il Prof. MicheleSenni, Direttore della Cardiologia 1 e del Dipartimento Cardiovascolaredell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e Professore di Cardiologia all’Universitàdegli Studi di Milano Bicocca, ha commentato: “Nell’ambito dellamedicina cardiovascolare, lo scompenso cardiaco a frazione di eiezionelievemente ridotta o preservata rappresenta a oggi il più importante bisognoclinico insoddisfatto, soprattutto a causa delle limitate opzioni ditrattamento disponibili. L’approvazione europea dell’estensionedell’indicazione di dapagliflozin per il trattamento dello scompenso cardiacocronico sintomatico a tutto lo spettro della frazione di eiezione rappresentapertanto un importante traguardo per i pazienti affetti da tale patologia,consentendo a una popolazione più ampia di pazienti di beneficiare di untrattamento ben tollerato e indicato dalle linee guida internazionali. Lostudio DELIVER, il più ampio mai condotto sui pazienti con  scompenso cardiaco con frazione di eiezione lievementeridotta, preservata e migliorata, ha dimostrato come dapagliflozin, rispetto alplacebo, sia in grado di ridurre in maniera significativa il rischio di mortecardiovascolare o peggioramento dello scompenso cardiaco, evidenziandol’efficacia di dapagliflozin e rafforzando le linee guida internazionali piùrecenti, che sostengono un utilizzo più ampio della classe degli SGLT2i nellapratica clinica”.

“Dapagliflozin – continua il Prof. Senni - ha inoltre mostrato evidentieffetti protettivi anche nei confronti della malattia renale cronica e deldiabete mellito di tipo 2, due patologie croniche spesso correlate alloscompenso cardiaco. L’approvazione europea di dapagliflozin nello scompensocardiaco indipendentemente dalla frazione di eiezione rappresenta quindi una importante opportunità permigliorare la gestione dei pazienti affetti da questa patologia e ci auspichiamoquanto prima di poter prescrivere questo farmaco anche in questo setting dipazienti”. 

“In Italia lo scompenso cardiaco rappresenta la prima causa diospedalizzazione dopo il parto e colpisce oltre un milione di persone”, ha commentato Raffaela Fede, Direttore Medico AstraZeneca Italia. Diqueste, circa il 50% è affetto da scompenso cardiaco a frazione di eiezionelievemente ridotta o preservata, patologia caratterizzata da un elevato bisognoclinico insoddisfatto con poche opzioni terapeutiche disponibili per ipazienti. AstraZeneca è orgogliosa di mettere a disposizione dei pazienti edella comunità scientifica dapagliflozin, primo trattamento per lo scompensocardiaco a dimostrare, sulla base degli studi DELIVER, DAPA-HF e della pooledanalysis dei due trial, un beneficio comprovatoin termini di riduzione della mortalità indipendentemente dalla frazione dieiezione. La riduzione dell’outcome composito determinato dal rischio di mortecardiovascolare o peggioramento dello scompenso cardiaco è un traguardoimportante per i pazienti affetti da scompenso cardiaco a frazione di eiezione lievementeridotta o preservata”. 

Lo scompenso cardiaco è una patologia cronica, che peggiora nel tempo3e colpisce circa 15 milioni di persone in Europa4. Circa la metà deipazienti con HF muore a cinque anni dalla diagnosi5 e i pazienti conHF con frazione di eiezione lievemente ridotta o preservata non solo presentanoun maggior rischio di morte e ospedalizzazione, ma sono soggetti a unasintomatologia e a limitazioni fisiche molto gravose, nonché a una scarsaqualità di vita6.

 HFmrEF e HFpEF sono inoltre fortemente sotto-diagnosticate poiché i sintomisono spesso aspecifici e sovrapponibili a quelli di altre condizioni cliniche7.Queste condizioni spesso vengono complicate dalla presenza di molteplicipatologie correlate, in modo particolare la malattia coronarica, l’obesità, ildiabete, l’ipertensione persistente, e la malattia renale cronica (CKD),sottolineando l’importanza della gestione del rischio per i pazienti con questapatologia complessa.7

Post Recenti

torna a news
Newsletter FOCE
Iscrivi alla Newsletter per restare sempre aggiornato sulla pubblicazione di nuovi contenuti
Grazie per esserti iscritto
Qualcosa non va. Controllare i dati inseriti e riprovare.