24, marzo 2026 – Fumare può essere un’abitudine molto precoce nel nostro Paese e interessare anche i giovani nella fase della pre-adolescenza. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità in Italia nel 2025 il 7,5% degli studenti, d’età compresa tra gli 11 e i 13 anni, ha già provato un prodotto a base di tabacco (ha fatto lo stesso il 37,4% dei 14-17enni). In particolare gli intervistati hanno ammesso di aver fumato sigarette tradizionali (3,2%), tabacco riscaldato (2,7%) e sigarette elettroniche (6,3%). Non si segnalano in questa fascia d’età significative differenze di genere. In compenso rispetto al 2022 si registrano lievi aumenti nel consumo di sigarette tradizionali (+ 0.5%) e nel tabacco riscaldato (+1,5). In tre anni si deve invece segnalare un calo nel ricorso alle sigarette elettroniche (-1,8%). Vi è anche la tendenza al policonsumo che riguarda il 45% dei giovanissimi tabagisti (erano “solo” il 26% nel 2022).
Oltre il 70% degli under 13 ammette di fumare quasi solo durante i fine settimana o nei giorni di festa. Il 57% fuma meno di una sigaretta al giorno e un 2,7% consuma quotidianamente almeno mezzo pacchetto di “bionde”. Infine, sempre tra i giovani di 11-13 anni, il 17% ha anche bevuto alcol nell’ultimo mese. Il 47% ammette di incontrare difficoltà nel parlare con i genitori di questi comportamenti.
Sono tutti dati che evidenziano quanto siano diffusi certi comportamenti scorretti già nell’età della pre-adolescenza. Sono quindi necessari interventi di prevenzione per limitare abitudini pericolose per la salute che possono poi andare avanti per il resto della vita. Tra questi c’è anche l’aumento del costo di tutti i prodotti a base di tabacco. Come è già stato sperimentato con successo in altri Paesi europei un forte aumento delle accise sulle sigarette è un ottimo strumento per dissuadere i giovanissimi.