Tumore del fegato avanzato: la combinazione durvalumabpiù tremelimumab approvata nell’Unione Europea

Pubblicato il:
27.2.2023

 27 febbraio 2023– La combinazione immunoterapica di durvalumab e una singola dose di tremelimumabdi AstraZeneca è stata approvata nell’Unione Europea (EU) per il trattamento diprima linea dei pazienti adulti con carcinoma epatocellulare (HCC) avanzato onon resecabile.

L’approvazione da parte della Commissione Europea faseguito al parere positivo di dicembre 2022 del Comitato per i medicinali peruso umano (Committee for Medicinal Products for Human Use) dell’Agenzia Europeadel Farmaco e si basa sui risultati positivi dello studio di Fase III HIMALAYA pubblicatinel New England Journal of Medicine Evidence.

“I risultati dello studio HIMALAYA, in cui è statoutilizzato un innovativo approccio di ‘priming immunitario’ con una singoladose di tremelimumab seguita da durvalumab in monoterapia, fornisconoun’importante arma aggiuntiva nel trattamento di prima linea del tumore delfegato in fase avanzata – afferma Lorenza Rimassa, ProfessoreAssociato di Oncologia Medica presso Humanitas University, IRCCS Humanitas ResearchHospital di Rozzano (Milano) -. HIMALAYA ha arruolato più di 1300 pazienti ed èuno dei più ampi studi di fase 3 condotti nell’epatocarcinoma in stadioavanzato, con il follow-up a lungo termine più lungo finora presentato. Ilnuovo regime STRIDE, basato sulla combinazione di due farmaci immunoterapici,durvalumab più tremelimumab, ha evidenziato un incremento della sopravvivenzaclinicamente e statisticamente significativo rispetto a sorafenib, standard dicura al momento dell’avvio dello studio. Anche il tasso risposta è risultatosuperiore con durvalumab più tremelimumab”.

“I pazienti con epatocarcinoma in fase avanzatanecessitano di trattamenti ben tollerati che possano prolungaresignificativamente la sopravvivenza globale – spiega Antonio Gasbarrini, DirettoreMedicina Interna e Gastroenterologia e del CEMAD alla Fondazione PoliclinicoUniversitario Gemelli IRCCS, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma –. Undato rilevante in questo studio è la percentuale di pazienti lungo-sopravviventi:a 3 anni il 31% dei pazienti trattati con la combinazione è vivo rispetto al20% dei pazienti trattati con sorafenib. Oltre al miglioramento dell’efficacia,è importante sottolineare che la combinazione ha salvaguardato la qualità divita, dimostrando un buon profilo di tollerabilità, molto importante neltrattamento di pazienti con questo tipo di neoplasia che tendono ad essere piùfragili e caratterizzati da diverse comorbilità”.

Dave Fredrickson, Vicepresidente Esecutivo Oncology Business Unit, AstraZeneca, dichiara:“I tassi di tumore del fegato in Europa sono in costante aumento in tutti iPaesi. L’approvazione di durvalumab e tremelimumab offre nuovi regimiterapeutici immunoterapici fortemente necessari, che potranno portare beneficialla vita dei pazienti europei con tumore del fegato avanzato”.

L’approvazione di durvalumab e tremelimumab nel tumoredel fegato

L’approvazione per il trattamento del carcinomaepatocellulare si basa sui risultati dello studio di Fase III HIMALAYA, dove ilregime  “Single Tremelimumab Regular Interval Durvalumab” (STRIDE),composto da una dose singola dell’anticorpo anti-CTLA-4 tremelimumab (300mg)associato all’anticorpo anti-PD-L1 durvalumab (1500mg) seguito da durvalumabogni quattro settimane, ha ridotto significativamente il rischio di morte del22% rispetto a sorafenib (rapporto di rischio [HR] 0,78; intervallo di confidenza95% [CI], 0,66-0,92; p=0,0035). La sopravvivenza globale (OS) mediana era di16,4 mesi rispetto a 13,8 con sorafenib. In base alle stime, il 31% deipazienti trattati con la combinazione era vivo dopo tre anni rispetto al 20% diquelli trattati con sorafenib al follow-up della stessa durata.

Il profilo di sicurezza della combinazione ditremelimumab in aggiunta a durvalumab era in linea con i profili già noti diogni farmaco, e non sono stati identificati nuovi segnali di sicurezza.

Il tumore del fegato è la terza causa di morte percancro e il sesto tumore più comunemente diagnosticato al mondo. Circa87.000 europei hanno ricevuto una diagnosi di tumore del fegato nel 2020 e il51% presentava uno stadio avanzato al momento della diagnosi. I tassi di tumoredel fegato continuano ad aumentare rapidamente, con un incremento del 70% dellamortalità legata al tumore del fegato in Europa dal 1990 al 2019.

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