2 aprile 2026 – In Italia nel 2025 il 18,6% della popolazione over 11 anni fumava regolarmente. Sono in totale 10 milioni di persone e il loro numero risulta in leggero calo rispetto al 2024 (19,2%). Tuttavia siamo ancora lontani dal minimo storico registrato nel 2019 (17,8%). E’ quanto si legge nell’ultimo rapporto dell’ISTAT “Fattori di rischio per la salute: peso, sedentarietà, fumo e alcol” pubblicato ieri.
Secondo l’Istituto di Statistica l’abitudine al fumo è più diffusa tra gli uomini (22,3%) che tra le donne (15,2%). Nel corso del tempo, però, il divario di genere si è significativamente ridotto. Era di 9,2 punti percentuali nel 2015 ed è sceso a 7,1 punti nel 2025. Il risultato riflette una tendenza di lungo periodo in cui il consumo di tabacco è diminuito tra gli uomini (-1,5 punti percentuali tra il 2015 e il 2025), mentre è lievemente aumentato tra le donne (+0,6). Nel confronto a 10 anni, tra gli uomini, la diminuzione della prevalenza di fumatori è stata particolarmente evidente tra i giovani di 18-24 anni (-2,6 punti percentuali) e gli adulti di 55-64 anni (-2,8 punti). Al contrario, tra le donne si sono registrati aumenti significativi in quasi tutte le fasce d’età, con incrementi particolarmente marcati tra i 18 e i 44 anni (+ 2,8 punti percentuali) e tra le over 65enni (+2,1). Quote più elevate di fumatori si osservano a partire dalla fascia dei giovani di 18-24 anni (22,9%), fino a raggiungere il livello più elevato tra le persone di 25-34 anni (27,4%). Le prevalenze diminuiscono leggermente nelle fasce di età successive, mantenendosi tuttavia abbastanza elevate fino a 65-74 anni (16,1%) e si riducono, invece, in maniera marcata nella popolazione ultrasettantacinquenne (5,8%). La prevalenza di forti fumatori (20 sigarette o più al giorno) è pari al 3,2% (pari al 17,8% dei fumatori di sigarette), quota che si è significativamente ridotta negli ultimi 10 anni (4,1% nel 2015), soprattutto tra gli uomini (dal 6,2% al 4,8%).